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Poster CattolicaVenerdì 5 giugno, a Cattolica (Emilia Romagna), la OPI 2000 di Salvatore Cherchi in collaborazione con la GioBoxe di Salvatore Platone e Giorgio Campanella, organizza una manifestazione presso il Bikini Disco Dinner all’interno del complesso architettonico Le Navi in Corso Italia. Nel clou, il vacante campionato d’Italia dei pesi mediomassimi tra l’italo-albanese Orial Kolaj (14 vittorie, 10 prima del limite, e 5 sconfitte) e Stefano Abatangelo (18 incontri vinti, 4 persi e 1 pareggiato) sulla distanza delle dieci riprese. Differita sabato 6 giugno, alle 22.30, su Rai Sport 2.

Il 31enne Orial Kolaj non perde dal marzo 2011, ha vinto il titolo italiano e quello dell’Unione Europea nel 2012. E’ reduce da nove vittorie consecutive, ben sette prima del limite. La potenza è la sua caratteristica. E’ dieci centimetri più alto di Stefano Abatangelo (180 cm contro 170) ma quest’ultimo ha un record simile al suo, è abituato a combattere per un titolo ed ha conquistato quelli di campione del Mediterraneo dei massimi leggeri e di campione d’Italia dei mediomassimi. Insomma, i presupposti per un combattimento equilibrato e spettacolare ci sono tutti.

Di ottimo livello anche i pugili impegnati nei match di contorno: il peso supermedio Luca Podda (5-0) e i pesi massimi leggeri Mirko Larghetti (22-1) e Diego Di Luisa (2-0) che affronteranno tre ungheresi. Di Luisa sulle quattro riprese, Podda e Larghetti sulle sei.

Salvatore Cherchi crede molto in Mirko Larghetti, come ha già detto in parecchie occasioni. “Mirko è un pugile di valore internazionale – spiega Cherchi – e lo ha dimostrato quando ha affrontato il più esperto campione del mondo dei massimi leggeri WBO Marko Huck. Nessuno si aspettava una prestazione tanto gagliarda da parte di Larghetti. Forse, solo io ci credevo. Larghetti avrebbe dovuto affrontare Il 22 maggio scorso a Mosca, il fortissimo Rakim Chakhkiev (che ha messo ko Giacobbe Fragomeni in quattro riprese per il vacante titolo europeo), ma per problemi familiari ha dovuto rinunciare. Ora vogliamo rilanciarlo alla grande. Il match di domani contro l’ungherese Gyorgy Novak serve per dargli continuità sul ring. Poi penseremo a fargli avere una nuova opportunità importante.”

Il co-organizzatore della manifestazione Giorgio Campanella è stato un pugile che ha fatto sognare gli italiani spedendo al tappeto nientemeno che Oscar De La Hoya nel corso della prima ripresa dell’incontro svoltosi all’MGM Grand di Las Vegas il 27 maggio 1994. De La Hoya si rialzò e recuperò. Nel secondo round, attaccò Campanella che mise un ginocchio a terra. Nel terzo, il dominio del californiano era tanto evidente che l’angolo di Campanella gettò la spugna. Anni dopo De La Hoya ammise “Solo due pugili mi hanno colpito duramente: Ike Quartey e Giorgio Campanella”. Anche nella sua autobiografia “American Son” De La Hoya parla con rispetto di Campanella e pubblica la sua foto. Giorgio Campanella si ritirò nel 2000 dopo dieci anni di professionismo con un record di 29 vittorie (22 per ko), 6 sconfitte, 1 pari, il titolo di campione d’Italia dei pesi superpiuma e la soddisfazione di aver combattuto tre volte per il mondiale (contro De La Hoya e Regilio Tuur per il titolo dei superpiuma WBO, contro Artur Grigorian per il titolo dei leggeri WBO).