IL SOGNO AZZURRO COMINCIA DA QUI
Nessuno conosce il destino di un ragazzo quando, per la prima volta, varca la soglia di una palestra e indossa i guantoni. Forse cerca soltanto uno sport. Poi scopre il piacere di imparare, la fatica necessaria per migliorare, la forza che si trova dopo una sconfitta. Il pugilato, intanto, è diventato parte della sua vita. E quel ragazzo comincia a chiedersi fin dove potrebbe arrivare.
Potrebbe un giorno vestire la maglia azzurra? È una domanda che merita una risposta chiara. Il CONI riconosce una sola Federazione Sportiva Nazionale per ciascuno sport: nel pugilato è la Federazione Pugilistica Italiana. È attraverso l’attività della FPI che un atleta può affacciarsi all’alto livello, aspirare alla Nazionale e, da lì, inseguire il traguardo olimpico.
Ecco perché conta sapere quale valore abbia un titolo. Una vittoria ottenuta in una manifestazione di un altro organismo appartiene a quella competizione; non è, per ciò solo, un risultato del circuito federale. Conquistare un campionato FPI significa invece emergere nell’attività dalla quale la Federazione osserva e seleziona i pugili per le proprie squadre nazionali. Nessun titolo assicura la convocazione. Può, però, dare a un atleta l’occasione di guadagnarsela. Solo la Nazionale FPI può offrirgli la possibilità di salire sul ring con i colori dell’Italia.
La maglia azzurra non è l'unico orizzonte che questo percorso può dischiudere. Per chi aspira a costruire il proprio futuro nel pugilato Pro, la Federazione Pugilistica Italiana è il riferimento che disciplina l'accesso al settore e lo svolgimento dell'attività. Nell'ordinamento sportivo italiano queste funzioni rientrano nella competenza esclusiva della FPI, che stabilisce le regole e rilascia le autorizzazioni e i nulla osta tecnici per gli incontri. Anche l'ambizione di affermarsi sui ring del circuito Pro trova così un percorso riconosciuto, nel rispetto delle tutele previste per gli atleti.
A rendere possibile questa crescita non sono soltanto le doti individuali. C’è il lavoro di un tecnico che sa vedere oltre l’incontro appena disputato: corregge un gesto, sostiene nei momenti difficili, riconosce quando è tempo di affrontare una sfida più grande. La formazione dei Tecnici Sportivi FPI, che lo Statuto CONI annovera tra le responsabilità federali, sostiene proprio questa funzione: preparare chi accompagna i pugili nell’attività della Federazione.
Fra i ragazzi che oggi si allenano nelle nostre palestre potrebbe esserci un futuro azzurro. Non possiamo sapere chi sarà. Possiamo però fare in modo che, se avrà il talento e la volontà di provarci, trovi davanti a sé la strada per farlo.
Avv. Walter De Giusti
Segretario Generale
