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FPI logo IstituzionaleQUALIFICAZIONI OLIMPICHE: LUCI ED OMBRE.

Nella giornata odierna, si è svolto il Consiglio federale che ha discusso ed approvato, tra l’altro, il Bilancio consuntivo 2020. 

Dal predetto bilancio consuntivo emergono chiari gli straordinari risultati conseguiti. La Federazione è riuscita a produrre uno sforzo straordinario di sostegno all’intero movimento pugilistico, mettendo a disposizione Euro 4.392.625,00. per l’attività sportiva nazionale ed internazionale, di cui oltre Euro 800.000,00 sotto forma di contributi alle società e agli atleti.

Peraltro, in virtù di una corretta gestione contabile –  per la quale mi sento di ringraziare il Segretario generale, Dott. Tappa, e lo staff del competente Ufficio federale – la Federazione ha riporto un avanzo di gestione pari a Euro 720.345,65 di cui circa Euro 300.000,00 già a disposizione dei Comitati regionali.

Tali dati dimostrano, inconfutabilmente, una sana e trasparente gestione da parte della Federazione, che tutti possono accertare anche attraverso la lettura diretta dei Bilanci che vengono pubblicati sulla specifica area del sito istituzionale F.P.I.

Il Consiglio ha anche deliberato lo stanziamento di circa Euro 50.000,00 – in denaro e sotto forma di materiale sportivo - per premiare i pugili, maschili e femminili, primi e secondi classificati ai prossimi Campionati nazionali di questo anno. Il premio sarà erogato anche ai rispettivi tecnici

Nel corso del Consiglio federale, il sottoscritto ha voluto anche esaminare i risultati ottenuti nel Torneo di qualificazione olimpica di Parigi. Al riguardo, mi sembra inequivocabile lo straordinario risultato storico conquistato dal movimento pugilistico nazionale: ben 4 atlete hanno raggiunto la qualificazione olimpica.

Tale risultato ci pone come una delle Nazionali Azzurre femminili più forti al mondo e sicuramente ci fa ben sperare in termini di podio olimpico.

Di certo, il risultato è frutto dell’innegabile lavoro svolto dalle società e dai tecnici – che ormai da qualche anno lavorano seriamente sull’attività di reclutamento e crescita delle atlete – e dello staff tecnico della Nazionale femminile.

L’Italia pugilistica dovrebbe essere fiera di questo risultato e soprattutto inneggiare le nostre atlete i cui pass olimpici non sono certo da meno di quelli relativi alle qualificazioni degli uomini. Non dimentichiamolo, il principio della parità di genere impone il pari rispetto, la pari dignità ed il pari valore dei risultati raggiunti da atleti ed atlete

Ovviamente non ci si può sottrarre ad una seria analisi delle mancate qualificazioni olimpiche da parte dei maschi. Peraltro ritengo che tale analisi vada fatta con precisione - scandagliando tutti i fattori che posso aver inciso sulla mancata qualificazione – senza correre il rischio di valutazioni superficiali che non ci aiuterebbero alla risoluzione dei problemi ed al rilancio del pugilato maschile.

In tal ottica, credo che vadano evidenziati i seguenti punti:

  1. rispetto al quadriennio precedente – ove i pugili maschi hanno beneficiato di 6 eventi di qualificazioneolimpica (APB, WSB, 3 Tornei internazionali ed i Campionati mondiali) – il CIO ha previsto un solo e secco Torneo continentale di qualificazione, cancellando in corso d’opera il Torneo mondiale per motivi legati al COVID;
  2. negli anni passati, la Nazionale non ha lavorato per un adeguato ricambio degli atleti. Le medaglie olimpiche - che sono venute in abbondanza dal 2004 al 2012 – non hanno indotto a pensare alla necessità di un fisiologico e naturale ricambio degli stessi atleti Azzurri medagliati;
  3. solo nel quadriennio precedente a questo, si è cominciato a lavorare seriamente sulla crescita del vivaio giovanile ovvero sulla ricerca del talento e quindi sul ricambio del parco atleti, anche in considerazione dell’assenza di medaglie ai Giochi olimpici di Rio 2016;
  4. con l’inizio di questo quadriennio, lo scrivente ha già operato una profonda revisione dell’assetto delle Squadre Azzurregià dal mese di marzo u.s.. Tale revisione terminerà nel mese di settembre p.v. e sicuramente vi saranno nuovi innesti nell’ambito delle varie Rappresentative;
  5. nel frattempo, la Federazione sta investendo incisivamente nella ricerca del talento attraverso la riforma dei Campionati italiani, l’organizzazione di stage per la qualifica schoolboys, la rimodulazione del modello di competizione per le fasce d’età 10-12 anni, il supporto all’organizzazione di eventi interregionali, l’erogazione di appositi contributi a chi svolge attività giovanile ed agonistica;
  6. l’approvazione, già avvenuta, di un pacchetto di riforme regolamentari che tendono ad alzare l’asticella per i passaggi di qualifica, stimolando alla crescita qualitativa degli atleti e di tutto il movimento;
  7. erogazione di appositi contributi per implementare e sostenere l’attività ordinaria pugilistica sul territorio;
  8. la necessità di avere a disposizione almeno due quadrienniper cogliere i frutti della programmazione finalizzata al potenziamento della qualità pugilistica. 

Ovviamente, occorre dire che il rilancio del pugilato passa inevitabilmente sulla capacità e la volontà delle nostre palestre di individuare e crescere i giovani talenti. La politica sportiva che la Federazione saprà mettere in atto nei prossimi anni, non potrà fare a meno del sapiente e quotidiano lavoro dei tecnici sul territorio.

Il sottoscritto è pronto a prendersi le responsabilità di una politica rilancio del movimento pugilistico ma sarà necessario operare tutti insieme – dirigenti federali, società, tecnici e gli altri addetti ai lavori – per riportare il pugilato italiano ai livelli che esso merita.

Anche negli sport individuali, come il pugilato, a vincere è sempre e solo il lavoro di squadra.   

   Il PRESIDENTE F.P.I.

Dott. Flavio D’Ambrosi