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Non si può prescindere dalla qualità. 
Mentre siamo in trepida attesa per gli esiti del Torneo di qualificazione olimpica di Parigi, il Consiglio federale ha approvato nella seduta odierna, un importante "pacchetto di riforme" che sarà fondamentale per il rilancio, in termini di qualità, del movimento pugilistico nazionale. 
Come era stato promesso nell'ambito dell'assemblea elettiva, la riforma segna una svolta - quasi una rivoluzione copernicana - nelle attività del settore Aob, settore Pro e nella formazione. 
In particolare, il Consiglio ha deliberato:
1) la possibilità per le Asd e le Ssd di organizzare direttamente i Titoli italiani Pro, intestandosi l'evento. Tale riforma era attesa da tempo da tutto il movimento pugilistico e, siamo convinti, darà una nuova ed importante scossa al circuito Pro che, non dimentichiamolo, vive proprio sui quotidiani sforzi delle palestre ove si allenano i nostri pugili. La Federazione farà da garante per il pagamento delle borse dei pugili, chiedendo alle società di versare anticipatamente una cauzione in denaro a copertura dell'intero importo dovuto agli atleti;
2) nuove modalità di svolgimento delle fasi finali dei Campionati italiani Aob. Nello specifico, per le qualifiche youth ed elite l'accesso a tali fasi avverrà attraverso la canonica fase regionale ed uno specifico torneo nazionale ad invito (riservato ai migliori 8 pugili per categoria di peso e, nel caso degli Elite, ad atleti under 26). L'accesso diretto alle fasi finali del Campionato italiano elite sarà previsto anche per i finalisti del Campionato italiano under 22 la cui partecipazione sarà allargata fino a prevedere, per alcune categorie di peso, i sedicesimi. Per le qualifiche schoolboys e junior, oltre al campione regionale si aggiungeranno nelle rispettive fasi finali dei Campionati italiani, per ogni categoria di peso, i migliori 4 atleti scelti sulla base del ranking. In sostanza, già dalle prossime finali dei Campionati italiani, si garantirà un aumento dei pugili partecipanti (partendo dai sedicesimi), si abbasserà l'eta media e si eviterà, come invece è successo nel passato, di lasciare a casa i pugili più forti. Accanto al criterio della rappresentanza di almeno un atleta per ogni regione, si applicherà il criterio della meritocrazia, attuando concretamente la politica sportivo della ricerca del talento. Anche per le fasi finali dei Campionati italiani elite donne, verrà adottato un aumento delle atlete partecipanti, partendo dai sedicesimi nelle categorie di peso in cui sono presenti più atlete di livello;
3) per il passaggio da elite II a elite I, al fine di garantire la qualità e l'adeguata crescita tecnico tattica dei pugili uomini, si effettuerà non più con 10 match ma con 15 per le categorie 49, 52, 56, 91 e +91kg  e 20 per le restanti categorie;

4) sempre con lo stesso intento (crescita della qualità e ricerca del talento), il passaggio degli atleti da Aob a Pro avverrà soltanto dopo aver effettuato 25 incontri con il 40% delle vittorie - da parte dei pugili appartenenti alle categorie di peso 49, 52, 56, 91 e +91 -  e 35 incontri ed il 40% delle vittorie per i pugili appartenenti alle restanti categorie di peso. Tale filtro è stato fissato affinché il circuito Pro veda  implementata la qualità dei match. Qualità che passa anche attraverso il bagaglio esperenziale accumulato dell'atleta nel circuito Aob. Ovviamente,  nel totale incontri, saranno considerati anche i match che il pugile ha effettuato nelle qualifiche schoolboys,  junior e youth;
5) è stato previsto un adeguato aumento dei match e della percentuale delle vittorie, che i pugili Pro dovranno possedere nel proprio curriculum, per il passaggio dalla terza serie alla seconda e da questa alla prima. Tale riforma, ispirata al criterio della meritocrazia, è finalizzata a far emergere i pugili Pro più promettenti e nello stesso tempo garantirà che i titoli italiani vengano disputati da atleti di livello ovvero con un bagaglio di esperienze adeguato. Peraltro, il passaggio dalla seconda serie alla prima non sarà più attuato con un meccanico automatismo ma dovrà essere sancito da una positiva valutazione del competente comitato che prenderà in considerazione il valore dei match sostenuti dal pugile nel corso della sua carriera da Pro. Ciò nella speranza di attenuare il fenomeno degli incontri ripetitivi (sempre con gli stessi atleti), su "misura" e di infimo livello che sono utilizzati come strumento per i passaggi di serie;
6) i pugili prima serie che dovranno sostenere i Titoli italiani Pro, saranno individuati non più attraverso la classifica - che alimenta automatismi che non assicurano qualità dei match - ma attraverso la valutazione, da parte della competente commissione, dei rispettivi curriculum ovvero dalla qualità dei match sostenuti. Nelle intenzioni,  la Federazione vuole rivalutare i Titoli italiani Pro, riportandoli ai gloriosi fasti del passato,  impedendo per il futuro che ci siano Titoli combattuti da pugili che non mostrano un adeguato livello tecnico tattico. Siamo sicuri che tale riforma sarà propedeutica ad un incremento della qualità dei pugili Pro che avranno solide basi per affrontare i titoli internazionali (Campionato europeo e mondiale);
7) un progetto di formazione integrata - dedicata a tutte le categorie di tesserati (tecnici, dirigenti,  medici, arbitri) - finalizzato alla omogeneizzazione dei contenuti didattici e a costruire percorsi formativi comuni. Con tale progetto, potrebbe essere attivata anche un'importante sinergia con la Scuola dello sport del Coni;
8)  istituzione di una commissione di studio sulla disabilità nella disciplina del pugilato con l'intento di integrare i diversamente abili nella pratica pugilistica per arrivare, nel futuro, all'eventuale realizzazione del pugilato paralimpico previa approvazione del CIP;
9) istituzione di una classifica generale specifica per l'attività amatoriale Gym boxe sui parametri della partecipazione e organizzazione degli eventi amatoriali;

10) erogazione contributo per l'attività Pro delle donne, che sarà quantificato con apposita circolare. 

La Federazione accompagnerà le riforme regolamentari con opportune misure di sostegno economico - tese a supporto l'incremento delle riunioni ovvero degli eventi pugilistici - da individuare, eventualmente, dopo l'approvazione del bilancio consuntivo che avverrà nel prossimo consiglio federale.
Una parte delle citate riforme prevede un notevole investimento, in termini di risorse finanziarie, da parte della Federazione ma siamo convinti che ciò sia assolutamente indispensabile per il rilancio qualitativo del nostro movimento. 


Il Presidente della FPI
Dott. Flavio D'Ambrosi.