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Kielce3Nonostante i problemi creati dalla pandemia, l’inizio del quadriennio ci induce all’ottimismo grazie ai risultati incoraggianti ed al deciso incremento dell’attività pugilistica registrati nel primo trimestre di questo anno.  

Le tre medaglie di bronzo conquistate ai “Campionati Mondiali Youth Maschili e Femminili”, il record storico di società affiliate (948) raggiunto dalla Federazione nei giorni scorsi ed il ritorno, dopo circa 20 anni, di un Titolo Mondiale Pro su Rai 2, sono solo una parte delle tante positività che testimoniano ancora una volta la forte sinergia tra il meritorio lavoro svolto sul territorio dalle nostre società e la politica del governo federale per il rilancio del movimento pugilistico.     

Tuttavia, il percorso di rilancio della “nobile arte italiana" non può fare a meno di una realistica presa di coscienza sulle sempre maggiori difficoltà di imporsi a livello internazionale dove primeggiano Paesi che - se pur di minore tradizione rispetto all’Italia - vantano risorse umane ed economiche neanche minimamente paragonabili a quelle nostrane.   

Nonostante ciò, l’Italia pugilistica è ancora tra le prime dieci nazioni al mondo grazie all’impagabile lavoro delle nostre società e dei tecnici che ho definito amabilmente gli “artigiani del pugilato”.

Peraltro, se vogliamo ancora primeggiare, come negli anni passati, sono convinto sulla necessità di rinnovare ed implementare le politiche promozionali e di sviluppo del movimento pugilistico nazionale. 

In quest’ottica, ritengo che il rinnovamento debba prevedere obbligatoriamente – anche se all’apparenza può sembrare un paradosso - un recupero del passato ovvero delle tradizioni e del patrimonio tecnico-tattico proprio dell’Italia pugilistica.

Quel patrimonio che ha fatto grande la nobile arte Italiana e che è indispensabile recuperare attraverso un approccio che si basi non solo sulla realizzazione di grandi eventi pugilistici o su uno sterile e non prospettico incremento dell’attività, bensì nella prioritaria formazione delle giovani leve con la “tecnica pugilistica” che appartiene al Dna storico del nostro Paese e dei grandi maestri del passato. 

Insomma, un approccio che veda la Federazione impegnata a riportare, nell’alveo della tradizione pugilistica nazionale, il nostro movimento che deve la sua gloria proprio alle gesta dei grandi pugili cresciuti all’insegna di quell’originale “marchio di fabbrica italiano”.

In tal senso, sarà indispensabile operare sui diversi fattori che oggi possano abbattere quelle criticità e distonie che ci hanno allontanato dal glorioso passato pugilistico, tra i quali:

  1. l’avvio di una massiccia campagna di promozione del pugilato tra i giovani che appartengono alla fascia dì età dai 5 ai 17 anni tale da permettere la ricerca, l’individuazione e la crescita del talento, con un deciso incremento del bacino d’utenza per lenostre società affiliate. Risultato che dovrà essere raggiunto anche con un forte investimento nel circuito Pro, vera vetrina del pugilato italiano ed internazionale;
  2. una più attenta selezione e formazione dei giovani aspiranti tecnici che dovranno rispondere a requisiti certidi insegnamento che richiamino l’impostazione tecnico tattica propria della tradizione pugilistica italiana. Non è sufficiente essere dei bravi metodologi nella preparazione delle abilità condizionali se poi si soffre di gravi carenze nell’insegnamento delle abilità tecniche e tattiche del pugilato. Anche i nuovi corsi di aggiornamento, per tecnici e formatori, dovranno essere improntati a tale principio
  3. incremento dei processi selettivi dei giovani talenti, finalizzati all’accesso nelle squadre Azzurre. Tale risultato potrà essere raggiunto nell’individuazione di strutture, su tutto il territorio nazionale, che fungano da “Centri federali itineranti” e portino ad un cospicuo aumento dei collegiali riservati ai giovani pugili;
  4. sostegno a quelle società affiliate che investano nell’attività agonistica giovanile e nell’organizzazione di riunioni ove siano protagonisti pugili schoolboys/schoolgirl, junior e youth.

Siamo all’inizio di una rivoluzione copernicana che rimetterà al centro della “galassia pugilato” quel patrimonio tecnico e di valori nucleo della grande tradizione pugilistica italiana. 

Il PRESIDENTE F.P.I.

Dott. Flavio D’Ambrosi