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Comunicato del Presidente FPI Flavio D’Ambrosi: L’importanza delle Teste di Serie

Comunicato del Presidente FPI Flavio D’Ambrosi: L’importanza delle Teste di Serie

L’importanza delle teste di serie

La FPI ha disciplinato, come ogni anno, le modalità di organizzazione dei Campionati italiani edizione 2026, già dal precedente anno.

In particolare, la Circolare quadro n. 42 del 2025, relativa alle manifestazioni nazionali del 2026, ha chiarito esplicitamente che anche nelle “fasi regionali dei Campionati Italiani” devono essere determinate le teste di serie – per gli under 17, 19 ed assoluti attraverso la raking list predisposta dalla competente CTN - al fine di applicare un principio meritocratico nell’avanzamento alle fasi successive e consentire, per quanto possibile, che siano i pugili più forti a contendersi le fasi finali dei Campionati.

Quindi l’applicazione delle teste di serie - utili e funzionali a manifestazioni di alto livello quali sono i Campionati italiani - non è stata decisa ieri né l’altro ieri e non sono sufficienti generiche telefonate a sconfessare una circolare ed una modalità di sorteggio (con le teste di serie) mai contraddetta da circolari successive, quelle specifiche per ogni campionato, a quella del 2025.

A dire la verità, basterebbe il buon senso ad applicare tale semplice principio meritocratico facilmente comprensibile per chi possiede una cultura sportiva ed una visione manageriale dell’alto livello agonistico.

Insomma, a mio modesto parere un dirigente sportivo non dovrebbe considerare “obbligatoria” la determinazione delle teste di serie dovrebbe semplicemente applicarle o chiederle di applicarle – in presenza di dubbi interpretativi – in virtù dei principi nobili dello sport che devono, in una competizione, premiare il più forte.

Proprio per questo, la FPI ha ritenuto opportuno disciplinare l’applicazione della teste di serie – con la circolare sopra menzionata - in maniera chiara, evitando possibili errori interpretativi dei regolamenti vigenti che, in alcuni anni passati, avevano portato a soprassedere sull’applicazione di tale principio.

Mi preme inoltre evidenziare come, in questo momento, si registri una partecipazione particolarmente significativa ai Campionati italiani (assoluti e di categoria), che probabilmente raggiungerà complessivamente – al termine del 2026 - oltre 2.500 partecipanti, considerando tutte le categorie di peso, maschili e femminili. A tale straordinario risultato si prevede, sempre alla fine dell’anno, il raggiungimento di oltre 1.300 eventi pugilistici e circa 13.000 match olimpici e Pro.

Dati che testimoniano, ancora una volta, la vitalità e la rilevante crescita del pugilato italiano e che richiedono la massima attenzione nell’applicazione delle corrette modalità gestionali dei tornei e campionati a partire dal territorio dove si concentrano oltre il 75% degli eventi pugilistici.

Termino con un concetto di un filosofo cinese: “Se vieni dalle montagne e sei all’asciutto di conoscenze…pratica lo studio che ti migliorerà e ti farà più uomo anche nell’assumerti le tue responsabilità senza scaricarle su altri”.

D’altronde è anche quello che insegna la pratica della nobile arte.

Forza pugilato italiano.

Il Presidente FPI
Dott. Flavio D’Ambrosi

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