La solitudine che fa rumore
C’è una verità che dobbiamo avere il coraggio di dire con chiarezza: nel pugilato, l’arbitro e il giudice sono spesso soli.
Soli sul ring.
Soli nel prendere decisioni.
Soli nel momento in cui una scelta può cambiare tutto.
Ma questa solitudine non può e non deve trasformarsi in abbandono. Noi abbiamo il dovere di stare al loro fianco. Sempre. Di sostenerli, di incoraggiarli, anche quando sbagliano.
Perché sì, l’errore fa parte del percorso. Fa parte della crescita.
E chi sale sul ring per arbitrare o giudicare merita rispetto. Sempre.
Lo stesso rispetto che dobbiamo al pugile, al tecnico, alla società.
Ma sia chiaro: sostegno non significa tolleranza senza limiti.Non possiamo permetterci leggerezze in un ruolo così delicato.
Per questo dobbiamo investire con decisione nella formazione. Una formazione continua, strutturata, qualificata. Non occasionale.
Un arbitro-giudice non si forma una volta sola. Si forma ogni giorno.
Si forma anche nelle palestre, durante i guanti. Lì deve provare e riprovare.
Deve allenare l’occhio alla velocità dei colpi. Deve imparare a muoversi, a posizionarsi nel punto giusto del ring, quello che offre la visione migliore dell’azione.
Allo stesso tempo, serve una guida forte. Il CESAG — vertice della classe arbitrale — deve esercitare una direzione costante, concreta, incisiva.
E insieme ai Gruppi Arbitri-Giudici regionali deve accompagnare i nostri ufficiali di gara fin dalle manifestazioni territoriali. Devono correggere, trasmettere esperienza, costruire sicurezza. Devono far crescere competenze e credibilità.
Il sottoscritto ed il Consiglio federale si impegneranno fino in fondo in questa direzione. Saremo stimolo e motore per tutti gli organi che governano il settore:
1) da settembre partiranno corsi nazionali per aspiranti arbitri-giudici e di aggiornamento nazionali per quelli già in attività;
2) introdurremo un nuovo regolamento che consentirà loro di prepararsi stabilmente nelle palestre affiliate;
3) chiederemo alla World Boxing di organizzare in Italia corsi internazionali, per valorizzare i nostri migliori arbitri-giudici.
Perché una cosa deve essere chiara:
senza una classe arbitrale forte, preparata e rispettata, non esiste grande pugilato.
E noi vogliamo un grande pugilato.
Il Presidente Fpi
Dott. Flavio D’Ambrosi
