Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Screen Shot 2021 10 27 at 14.15.17La boxe e la Federazione piangono la scomparsa Roberto Rea, grande protagonista a livello dirigenziale. Figlio del grande Natalino che fu allenatore della nostra Nazionale negli anni ’50 e “60 dopo qualche tentativo di dedicarsi ad uno sport come atleta scelse la strada dirigenziale ottenendo una buona votazione nella Scuola centrale dello Sport dove ottenne il diploma nel 1968, quando aveva 24 anni. Entra nel gruppo della preparazione Olimpica e l’anno seguente è capo delegazione ai Giochi del Mediterraneo e poi alle Olimpiadi di Mosca e. Inizia la sua carriera dirigenziale come Segretario alla Canoa-Kayak. Assume successivamente un ruolo primario negli Sport Equestri. I suoi primi contatti con la Federazione avvengono nel 1993 nell’ambito del professionismo. Diventa in successione segretario del Badminton e del Biliardo sportivo. Nel 2001 succede a Carlo Marafioti come Segretario della FPI che aveva come presidente Franco Falcinelli, la sua ascesa continua nei quadri dell’EBU dove viene eletto anche vicepresidente. Ma non finisce qui perché ottiene incarichi di prestigio anche nell’IBF fino a diventare oltre che Direttore anche Supervisore, un ruolo che lo porterà a girare il mondo, apprezzato da tutti fino a circa 2 mesi fa.

Il Presidente FPI, Flavio D'Ambrosi, esprime, a nome e per conto di tutto il movimento pugilistico nazionale, il più profondo cordoglio per la scomparsa del Cavalier Rea, facendo le più sentite condoglianze alla sua famiglia. 

Di seguito il ricordo del Presidente EUBC Franco Falcinelli.

"Caro Roberto, purtroppo ci hai lasciato. Sei stato un eccellente dirigente sportivo ed un sincero amico per lunghissimi anni. 

Ti conobbi durante un ritiro collegiale a Porto Recanati nel 1966 quando venisti a far visita a papà Natalino, il grande Allenatore della Nazionale Azzurra, al quale sono legati gli straordinari successi olimpico di Roma 60 e Tokyo 64.

Ci ritrovammo, qualche anno dopo, alla Scuola Centrale dello Sport dove tu ricoprivi un incarico di rilievo nel Settore Tecnico-Amministrativo. 

Ti sono state affidate funzioni importanti come Segretario Generale della Federazione Italiana Canoa e come componente dello staff tecnico alla Preparazione Olimpica del CONI. 

Quando fui eletto alla Presidenza FPI ebbi il privilegio di nominarti Segretario Generale ed hai diretto il management federale fino all’età del pensionamento. 

Sei stato uno stimato collaboratore, prezioso ed attento alle necessità di sviluppo e di progresso, che caratterizzò l’avvio del processo di rinnovamento della FPI all’inizio del Terzo Millennio. 

Tra le tante cose innovative che mi piace ricordare è il nuovo logo della FPI, ideato personalmente da te.

La tua conoscenza e competenza manageriale dell’ambiente pugilistico internazionale non poteva costringerti al ruolo di normale pensionato. 

Un avvicendamento nella guida della IBF Europea mi dette l’opportunità di segnalare il tuo nome al Presidente Mondiale IBF, Mrs. Mariam Muhammad, che lo accolse con particolare interesse e ti affidò la guida della prestigiosa organizzazione professionistica continentale. 

In qualità di responsabile della IBF, hai svolto il ruolo di efficace Promoter di innumerevoli Campionati Europei che hanno assicurato promozione e successo al pugilato professionistico europeo . Anche l’Italia ha beneficiato del tuo impegno, permettendo a molti Organizzatori, Managers ed Arbitri/ Giudici di raggiungere obiettivi di alto prestigio internazionale.

Hai, inoltre, ricoperto delicati incarichi di “Supervisor “ in tanti Campionati Mondiali IBF. 

Questa una breve sintesi del tuo vissuto sportivo. 

Nella vita privata e con gli amici eri una persona di piacevole compagnia.  

I sani  principi morali, la sensibile disponibilità ti hanno sempre reso una persona affidabile e collaborativa con chiunque.

Padre e marito esemplare. La perdita di Alessandra, la tua adorata compagna  prematuramente scomparsa fu un colpo durissimo. Solo il profondo affetto di Francesca Romana, la tua diletta figlia, ti ha dato la spinta necessaria per continuare a vivere nel mondo dello Sport che più hai amato e servito. 

Il pugilato è uno sport complesso e bizzarro, ma tu, caro Roberto, eri sempre propenso al dialogo ed alle soluzioni condivise. 

Eri un abile mediatore anche nelle circostanze più conflittuali, ma tenendo ben ferme le tue posizioni al fine di raggiungere i migliori obiettivi.

Ora tornerai a vivere con Natalino ed Alessandra, ma noi non ti dimenticheremo. Ciao Roberto, riposa in pace!!"