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Screen Shot 2020 11 18 at 12.36.41La boxe italiana sembra colpita da un lutto permanente, è di ieri la notizia della perdita di Ermanno Festorazzi, 81 anni, a Perledo, piccolo comune in provincia di Lecco, un peso massimo che ebbe il suo momento di notorietà nel periodo che va dal 1965 al 1973 con un record da professionista di 9 vittorie, di cui 7 prima del limite, 19 sconfitte, di cui 8 prima del limite, e 4 pareggi. Non un record esaltante a prima vista, ma le sue qualità non erano sconosciute con un’ ottima carriera dilettantistica che lo vide ai vertici della sue categoria alle selezioni per le Olimpiadi di Roma e di Tokyo. Un fisico scultoreo con una potenza fuori del comune, soprattutto nel destro, ma bilanciato da doti d’incassatore non eccelse. Sul ring con lui si respirava ad ogni round l’aria del ko. Era cresciuto alla scuola di Firmino De Marcelli ed era uno di quegli atleti su cui si sarebbe potuto scommettere, anche se divideva lo sport con il suo lavoro alla Moto Guzzi, ben consapevole delle sue responsabilità di capofamiglia. Mentre sulle 3 riprese, il suo fisico e la preparazione reggevano bene, da professionista la non assiduità in allenamento diventò un handicap non indifferente, sorretto da una passione per lo sport che praticava. A questo aggiungasi un coraggio fuori del comune che lo portava a scambi spettacolari con i suoi avversari. Festorazzi era garanzia di spettacolo, spesso evitato dai più quotati e sempre pronto a qualche sortita all’estero senza badare a chi aveva davanti. Un cittadino modello e un campione senza macchia che navigò per un lungo periodo in una posizione di privilegio nella categoria.