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Screen Shot 2019 05 16 at 10.28.19Flavio Morri, 31 anni, dal 2017 è passato pro. Ha un record da dilettante composto da 20 vittorie e 10 sconfitte; da pro 5 vittorie, 2 pari e 2 sconfitte.  Il suo nome conosciuto a Roma e nel Lazio sarebbe rimasto forse nel limbo della nostra boxe, dove i pugili appaiono e scompaiono come luci a intermittenza. Morri ha infranto il tabù togliendosi dall’anonimato dei John Doe americani e del Carneade di manzoniana memoria, è salito ad una ribalta inaspettata per aver disputato la finale dei cruiser valevole per la Cintura FPI-WBC, un’importante iniziativa che è servita a sdoganare buoni pugili, ma soprattutto a organizzare incontri che altrimenti sarebbero stati impensabili. Abbiamo trovato Flavio in un pomeriggio particolare nella palestra Revolution dove si allena seguito dal maestro Eugenio Agnuzzi, particolare perché nella struttura sono ospiti un gruppo di pugili della Nazionale neozelandese. Assistiamo ad una seduta di allenamento che lo vede impegnato con David Nyika, un giovane massimo leggero che molti indicano tra i favoriti alle prossime Olimpiadi. Due riprese a ritmo sostenuto con qualche colpo sopra le righe con Agnuzzi pronto a fargli notare qualche …errore. Ritmo e diretti a raffica fanno parte di una boxe essenziale, costruita con uno spartano allenamento

Approfittiamo di un momento di pausa per una piccola intervista iniziando dalla scoperta di questa disciplina.

“Ho iniziato a 18 anni all’Audace, perché la boxe mi è sempre piaciuta. Sono salito sul ring dopo un anno disputando 4 match, poi ho smesso per 7 anni e ho ricominciato a 26 sotto la guida del maestro Agnuzzi”.

Nella finale per la Cintura FPI-WBC sei stato battuto al Pala Atlantico di Roma dal lituano Semen Levin, cosa ne pensi?

“E’ stato un match duro, al di là del verdetto rimane la sensazione che potevamo rendere meglio. Forse sono partito un po’ troppo contratto, però sono questi i tipi di match che ti fanno crescere”.

Tu vuoi crescere?

“Per fare che?”

Cosa fai nella vita?

“Ingegnere nucleare”.

Al lavoro cosa dicono dell’ ingegnere Morri pugile ?

“Al lavoro non ho mai dato adito di riprendermi per l’attività sportiva. Come sono professionale nella boxe lo sono anche nel lavoro. Usufruisco delle ferie e dei permessi per allenarmi quando sono in prossimità di un match”.

Che cosa ti dà il pugilato?

“Il pugilato mi completa. E’ una sfida continua con me stesso. In pratica mi mette sempre alla prova, ma soprattutto mi rende una persona migliore”.

Che cosa invece non ti dà?

“Malgrado tutto mi sento sempre in debito verso questo sport, quindi non riesco a vedere ciò che mi ha tolto, mentre sono consapevole di quello che mi ha dato”.

Hai qualche hobby ?

“Io sono un uomo sposato, ho intenzione di avere figli, ho due cani, lavoro e mi alleno. Per avere degli hobbies la giornata si dovrebbe comporre di 50 ore”.

Fino a quando vorresti continuare?

“Non so, fino a 35 o 36 anni, vediamo”